Milano, Dergano

Il 12 ha dipinto alcuni ritorni. Era a suo modo un tram dolce, ora posso dirlo.

Amavi in me lo sguardo lontano, il tuo forse, e quella che chiamavi

La mia rara risoluzione dell’anima.

Foto rubate mentre ridevi compito, di me ovviamente.

Eppure non ricordo a quale mostra, era solo come se tutto tra noi diventasse dettaglio.

Timidi raccoglievamo i commenti, senza sapere cosa farcene.

Capelli folti, pelle di alabastro.

Le tue radici, il mio tornare a casa.

Era più amaro il racconto, ma come i ritratti che nascondi di me

Ho dimenticato.

La ferita insolente sul tuo cuore fresco, il Planetario che mi hai insegnato a amare.

I pasticcini di seconda mano che tuo nonno avrebbe voluto offrire agli ospiti.

La tua morale era questa: tu dona qualunque cosa e verrà accettata.

Ma la storia più bella é quella che tu e io non abbiamo mai vissuto.

Tu guardavi i pasticcini, e io la forma lasciata dai denti.

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